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Chiesa di San Domenico - Hosted By

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La chiesa di San Domenico è una delle più antiche chiese di Trapani. Vi è annesso un ex convento. Si trova nel centro storico della città, in piazzetta San Domenico. Appartiene alla Direzione Fondi Ecclesiastici di Culto del Ministero degli Interni.

Nel 1221 alcuni Domenicani di Spagna, missionari in Terra Santa, ritornando dalla Palestina si insediarono nella città di Trapani.

Il primo sito fu in strutture adiacenti un tempietto dedicato a Gesù, fabbriche ubicate nel quartiere della Giudecca. Il primitivo luogo di culto innalzato con funzioni di sinagoga da un ebreo, quest’ultimo – convertitosi al cristianesimo – dedicò l’edificio al Salvatore.

Fu Giacomo d’Aragona, nel 1289, a concedere ai padri Domenicani una cappella costruita sul punto più alto della città, che venne ampliata nei primi decenni del XIV secolo, elevata al rango di Cappella Reale, dotata di un capace convento, entrate, rendite e privilegi. Il tempio fu inizialmente dedicato a Santa Maria La Nova.

Nel 1318 venne creata una cappella funeraria in cui sarebbe stato sepolto Manfredi, figlio di Federico III d’Aragona, morto bambino a Trapani cadendo da cavallo. Vi sarebbero sepolti inoltre Tebaldo II di Navarra e sua moglie Isabella, figlia di San Luigi IX di Francia, morti a Trapani nel 1270. Una lapide sul muro del presbiterio in cornu evangelii recita la seguente iscrizione:
“ANNO A CRISTI DOMINI ADVENTV MCCLXX. INCLYTIS THEOBALDO REGI NAVARRÆ, VXORIQVE ISABELLÆ, GVILELMO FLANDRÆ COMITI, AC ELISARETHÆ REGINÆ, ALIISQVE E REGIO SANGVINE PROCERIBVS: QVOD E BELLOTVNETANO, CONTRACTA PESTE REDEVNTES DREPANI EXTINTI, IN REGIIS TEMPLI HVIVS ÆDIBVS HVMARI DECRETAVERINT”

La facciata conserva la cornice del rosone trecentesco gotico chiaramontano. Della struttura originaria della chiesa, a navata unica con dieci cappelle laterali, resta anche l’abside. Risale probabilmente ai primi del Quattrocento la torre campanaria.

Parete Destra

  • Prima arcata.
  • Seconda arcata.
  • Altare: dipinto.
  • Terza arcata: Dipinto, nell’ambiente stazione una vara processionale raffigurante l’Ultima Cena.
  • Quarta arcata: Altare con elegante sopraelevazione lignea in stile barocco.
  • Cappella di San Pietro Martire. Dipinto raffigurante San Pietro Martire, opera di Vito Carrera.
  • Affresco raffigurante Madonna con Bambino o Madonna del Latte, opera della metà del XIV secolo.

Parete Sinistra

  • Prima arcata.
  • Seconda arcata.
  • Cappella del Santissimo Crocifisso. Ambiente barocco in marmi policromi del XVIII secolo, opera di Giovanni Biagio Amico, atto a custodire la statua di Cristo in croce del XIII secolo. Presente un dipinto su tela del XVII secolo raffigurante San Pietro martire, opera di Andrea Carreca. Recentemente restaurato un affresco trecentesco di Santa Maria La Nova, nella navata sinistra della chiesa.Il Crocifisso ligneo. L’opera lignea raffigurante il Santissimo Crocifisso si fa risalire alla seconda metà del trecento. Secondo la tradizione popolare il crocifisso avrebbe origini medio-orientali, portato dai domenicani scacciati dalla Palestina, manufatto attribuito all’opera di San Nicodemo, discepolo di Gesù.[11] Il crocifisso è famoso nella comunità trapanese per i tanti eventi miracolosi: le cronache del tempo raccontano che nel 1524 durante la peste, il costato del Cristo abbia all’improvviso preso a sanguinare, evento coincidente con l’affievolimento dei focolai e conseguente scomparsa della peste.[12] Un secondo miracolo citato, in un periodo di carestia, vede protagonista un bambino inginocchiato a chiedere del pane e il simulacro, schiodato un braccio dalla croce, glielo porse.
  • Pulpito addossato alla parete e varco d’accesso.
  • Terza arcata.
  • Quarta arcata.

Presbiterio

In cornu epistulae il sepolcro dell’infante Manfredi. Una lapide recita la seguente iscrizione:

“ANNO REDEMPTÆ SALUTIS MCCCXVIII SERENISSIMUM FEDERICI SICILIÆ REGIS INFANTEM MANFREDUM, EQUO LAPSUM DREPANI DEFUNCTUM, IN HOC REGIO PRÆDICATORUM ORDINIS TEMPLO, CUJUS JAM FRATR. CAPPELLANOS, CONFESSORESQUE SUOS, EORUM DEVOTISSIMUS MÆRENS GENITOR NOSCERE FATEBATUR SEPELIRI CONCESSIT. JACTURAM, SACRO ÆDIFICIO, JACOM PRIMI MUNIFICENTIA EXTRUCTO SUISQUE SUMTIEUS AUCTO ADVENTURIS REGIBUS FÆNERATUS ET GLORIÆ”

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  • Parcheggio bici
  • Parcheggio su strada

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